L’ideazione
della scuola di Casamassella


[Dal Diario di Carolina de Viti de Marco, scritto per le figlie Lucia e Giulia. Archivio Emilia Chirilli]


“1901. Nel Natale di quell'anno Etta e Tuzzo vennero a Casamassella. [...] Erano tempi di penuria per queste popolazioni, e la povera Etta –supposta una ricca americana– fu assalita da una turba di postulanti. Sicché essa si preoccupava sul modo di venire in aiuto ai bisognosi, nella misura del possibile in modo stabile e senza ricorrere all'elemosina. Io in quel tempo insegnavo a lavorare alle ragazze di Casamassella; quelle dunque che preparavano il loro corredo io le riunivo in una stanza e preparavo il loro lavoro: lo disegnavo e insegnavo i punti. Zia Etta vide e pensò al da fare. Essa desiderava di venire ogni tanto a Casamassella e voleva mettere la casa in ordine, fornendola di tutto il necessario. Giacché io sapevo e facevo lavorare, ordinammo l’occorrente per il corredo di biancheria, e le donne avrebbero avuto così un po’ di lavoro. Da questo germogliò nella mente di Etta l’idea di insegnare i punti antichi, e così nacque e fiorì la scuola di Casamassella. Siccome noi si tornava sempre a Maglie, fu là soprattutto che le ragazze accorsero numerosissime e potemmo, col tempo, raggiungere un grado di perfezione davvero insperato”.