LUCIA STARACE

Ritratto di Lucia Starace

Lucia Starace, figlia primogenita di Carolina de Viti de Marco, nacque a Maglie il 28 ottobre del 1891, e morì nel 1983, un anno prima della sorella Giulia.

Era di intelligenza viva e intraprendente, e nel 1910, a soli 18 anni, venne mandata dalla madre in Sudafrica al seguito dell’attivista pacifista inglese Emily Hobhouse – soprannominata La “Ghandi del Sudafrica” – con la missione di insegnare l’arte del merletto e del ricamo alle donne nei villaggi boeri, decimati e ridotti a miseria dalle due guerre contro gli Inglesi.

Lucia soggiornò per circa due anni nella regione agricola di Koppies presso Cape Town, dove fondò una scuola di ricamo connessa con quella di Casamassella, che restò attiva fino alla fine degli anni ‘30.

Quando fece ritorno in Italia, sposò Donato Gargasole, un noto luminare della medicina, e si stabilì a Bari, dove presto nacque la figlia Costanza.

Dal marito si separò alla fine degli anni ‘40 per stabilirsi con la figlia alla "Villa Carmosina", sulla via che da Casamassella porta a Giurdignano. Qui assunse la direzione della fabbrica di tabacco di proprietà della famiglia, e aprì una scuola e un laboratorio di tessitura.

Nel suo studio, Lucia creava disegni originali che poi traduceva in termini tecnici, riportandoli in numeri e quadretti colorati sulla carta a mo’ di spartito. Sperimentò anche nuove tecniche di tintura, filatura e tessitura, apportando persino modifiche meccaniche al telaio per meglio realizzare i propri progetti. Il ciclo della lavorazione del suo opificio era completo: comprendeva la coltivazione del cotone, l’allevamento degli animali da lana e da seta, la tintura delle fibre e la loro tessitura, nonché la confezione e la rifinitura dei capi. Per rendere ancora più esclusivi i propri tessuti, importò una razza pregiata di pecore nere, le "Karakul", la cui lana non necessitava di tinture e poteva essere utilizzata al naturale.

Lucia Starace a Kopjes, 1910

Lucia Starace nella casa di Kopjes, maggio 1910